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I diversi tipi di imballaggi protettivi per proteggere i prodotti

film protettivo per imballaggi industriali e logistici
Pubblicato da
Olivier Audino
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Nella logistica e nella catena di approvvigionamento, l'imballaggio protettivo svolge un ruolo essenziale per garantire che i prodotti arrivino a destinazione in perfette condizioni. Questo articolo presenta le tre categorie di imballaggio, primario, secondario e terziario, e i principali materiali di protezione, come film plastici per spedizioni, cartone, schiume e carta da riempimento. L'obiettivo è aiutare a scegliere il tipo di imballaggio protettivo più adatto alle merci, siano esse fragili o voluminose, per proteggerle durante trasporto e stoccaggio.

Che cos'è un imballaggio protettivo?

Un imballaggio protettivo è un sistema progettato principalmente per proteggere i prodotti da urti, vibrazioni, pressioni o agenti atmosferici durante movimentazione, trasporto e stoccaggio. A differenza dell'imballaggio puramente commerciale o di presentazione, la sua funzione principale è assorbire gli impatti e prevenire i danni. Comprende generalmente elementi aggiunti intorno al prodotto o all'interno del collo, come pluriball, cuscini d'aria, schiume di riempimento e altri materiali ammortizzanti. Queste soluzioni sono particolarmente diffuse negli imballaggi secondari e terziari, cioè nelle fasi di spedizione e raggruppamento logistico delle merci. In sintesi, qualsiasi materiale o soluzione che aumenti la sicurezza di un articolo durante la movimentazione può essere considerato un imballaggio protettivo. Vediamo ora le principali categorie di imballaggio e le soluzioni di protezione disponibili.

Quali sono i 3 tipi di imballaggio?

Secondo la direttiva europea 94/62/CE, si distinguono tre tipi di imballaggio utilizzati lungo il percorso dal produttore al consumatore:

  • Imballaggio primario: è l'imballaggio a diretto contatto con il prodotto. Chiamato anche imballaggio di vendita, costituisce l'unità minima di distribuzione, per esempio una bottiglia, una scatola o un flacone. Serve a contenere e proteggere il prodotto, riportando allo stesso tempo le informazioni obbligatorie e gli elementi di presentazione commerciale.
  • Imballaggio secondario: raggruppa più unità primarie. Per esempio, il cartone che contiene un gruppo di lattine è un imballaggio secondario. Serve a riunire e proteggere un insieme di prodotti per la vendita in multipack o per la movimentazione intermedia. Spesso si presenta come una scatola di cartone che contiene diversi articoli.
  • Imballaggio terziario: è l'imballaggio destinato al trasporto o alla movimentazione. Riunisce diversi imballaggi primari e/o secondari in una unità di carico più grande, facilitando il trasporto lungo la catena logistica. Esempi tipici sono pallet avvolti con film, casse-pallet e contenitori robusti utilizzati per l'esportazione. L'imballaggio terziario deve resistere a impilamento, urti e compressione e ottimizzare il carico durante trasporto e stoccaggio in magazzino.

Ogni livello di imballaggio può integrare elementi protettivi. Una bottiglia in vetro può avere una pellicola o una protezione in schiuma; una scatola di spedizione può contenere materiali di riempimento protettivo, come carta accartocciata o chips; un pallet viene normalmente stabilizzato con film estensibile o reggette per evitare la caduta dei colli.

film estensibile per stabilizzare le merci su pallet

Film plastici per spedizioni: un'ampia scelta di protezioni

I film plastici da imballaggio sono molto diffusi per proteggere e stabilizzare le merci, soprattutto negli imballaggi secondari e terziari. Offrono protezione da polvere e umidità e contribuiscono a mantenere stabili i prodotti durante il trasporto. Sul mercato esiste un ampio assortimento di film plastici per spedizioni adatti a esigenze diverse:

➤ Film estensibile, stretch film: è un film plastico elastico utilizzato soprattutto per stabilizzare i cartoni su un pallet. Avvolgendolo attorno al carico si immobilizzano i colli e si riduce il rischio di ribaltamenti o dispersioni durante il trasporto. Trasparente o opaco, il film estensibile è resistente allo strappo e protegge le merci pallettizzate da polvere e agenti atmosferici. Esistono versioni manuali, applicate con un apposito dispenser, e versioni automatiche per avvolgitrici. Il film pre-esteso può essere utile per ottenere un buon contenimento riducendo la quantità di materiale utilizzato, a condizione di scegliere tensione e caratteristiche adeguate al carico. Ciò permette di contenere costi e rifiuti.

➤ Film a bolle d'aria, pluriball: è uno dei materiali più noti per proteggere oggetti fragili. Questo film plastico flessibile, composto da bolle d'aria, serve ad avvolgere singolarmente prodotti delicati, come stoviglie, elettronica o vetro, ammortizzando gli urti oppure riempiendo alcuni spazi vuoti nel collo. Economico e leggero, viene venduto in rotoli di diverse larghezze e lunghezze. Le bolle creano anche una barriera contro la polvere. Esistono varianti specializzate: pluriball con bolle grandi per oggetti pesanti e voluminosi, versioni opache per proteggere la riservatezza del contenuto e versioni isotermiche per limitare le variazioni di temperatura. Essendo un materiale plastico, va utilizzato in modo ragionato e non è sempre sufficiente da solo per immobilizzare un oggetto. Spesso viene quindi combinato con altri sistemi di riempimento.

➤ Film in schiuma di polietilene: si presenta come una sottile schiuma flessibile in rotolo. Molto leggera e antigraffio, viene utilizzata per avvolgere prodotti sensibili e proteggerli da abrasioni e piccoli urti durante il trasporto. La schiuma segue bene le forme degli oggetti, come schermi, superfici laccate e componenti fragili, e può riempire piccoli interstizi nella scatola. È facile da usare: basta tagliare la lunghezza desiderata e avvolgere l'articolo. Sul mercato esistono film in schiuma riciclabili o contenenti materiale riciclato, che possono essere inseriti in un approccio di imballaggio più responsabile. Le schiume in foglio sono apprezzate in ambito industriale per proteggere prodotti delicati o di fascia alta perché sono pulite, non abrasive e possono migliorare anche l'esperienza di unboxing.

➤ Film termoretraibile: è un film plastico che, quando viene riscaldato con attrezzature adeguate, si restringe aderendo strettamente al prodotto o al carico. Viene spesso impiegato per raggruppare prodotti, per esempio più scatole in un unico pack, oppure per avvolgere completamente una merce su pallet. Dopo la retrazione forma uno strato protettivo che immobilizza il carico e lo protegge da acqua e polvere. Offre un contenimento simile al film estensibile, ma con un involucro più compatto e aderente. È particolarmente adatto a spedizioni lunghe o all'export, ma richiede attrezzature per il riscaldamento e viene quindi utilizzato soprattutto in applicazioni industriali.

➤ Coperture per pallet e altre protezioni: le coperture per pallet sono fogli o cappucci in plastica utilizzati per coprire la parte superiore dei pallet. Proteggono il carico da pioggia, umidità e polvere durante stoccaggio e trasporto. Sono spesso disponibili in rotoli pretagliati adatti alle dimensioni standard dei pallet. Esistono anche cappucci termoretraibili, applicati sul pallet e successivamente riscaldati per aderire al carico. Altri film specializzati comprendono guaine plastiche per prodotti lunghi e film anticorrosione destinati ai metalli, riservati a esigenze specifiche.

In sintesi, i film plastici per spedizioni offrono protezioni diverse: dal semplice contenimento del carico, come il film estensibile, alla protezione dagli urti, come pluriball e schiuma, fino alla protezione da polvere e umidità con film termoretraibili e coperture. Sono molto utilizzati nell'industria e nella logistica per efficacia e facilità d'uso. È però importante limitarne l'impiego al necessario, soprattutto quando si tratta di materiali non biodegradabili, scegliendo il film in base alla fragilità del prodotto ed evitando sovraimballaggi inutili.

Altre soluzioni di riempimento e materiali protettivi

Oltre ai film plastici, esistono numerosi materiali di riempimento e protezione complementari per rendere più sicuro l'interno dei colli. Possono essere realizzati in carta, cartone, schiuma o aria, e alcune soluzioni presentano un impatto ambientale più contenuto.

➤ Cartone ondulato e carta kraft: cartone e carta kraft sono soluzioni classiche e versatili. Il cartone ondulato in rotolo è spesso e resistente, ideale per avvolgere oggetti pesanti o con spigoli e per creare separatori protettivi. Può essere tagliato alla misura desiderata e avvolto intorno al prodotto per assorbire gli urti. La carta kraft in rotolo può invece essere utilizzata come riempimento degli spazi vuoti o come involucro. Riciclabile, economica e resistente allo strappo, se accartocciata assorbe gli urti e limita i movimenti degli articoli. Esistono anche fogli di kraft pretagliati e macchine per il riempimento in carta che trasformano automaticamente la carta in materiale ammortizzante. Per oggetti molto fragili o pesanti, la carta da sola può non essere sufficiente e va combinata con altre protezioni.

➤ Particelle di riempimento, chips: sono piccoli elementi versati nei colli per riempire gli spazi vuoti. Tradizionalmente realizzati in polistirene espanso, sono leggeri e assorbono gli urti adattandosi alla forma dei prodotti. Le versioni in polistirene presentano però limiti ambientali e possono generare elettricità statica. Esistono oggi chips biodegradabili a base di amido, che rappresentano un'alternativa più adatta a strategie di imballaggio sostenibile. Le particelle sono una soluzione economica ed efficace per oggetti leggeri o di peso medio, ma vanno dosate correttamente per evitare un'esperienza di apertura scomoda per il destinatario.

➤ Cuscini d'aria, riempimento gonfiabile: sono tasche o elementi in film plastico gonfiati con aria per occupare il volume vuoto e immobilizzare i prodotti. I cuscini d'aria sono estremamente leggeri e quindi incidono poco sul peso della spedizione. Vengono spesso utilizzati per separare articoli fragili ed evitare che si urtino tra loro. Possono essere acquistati già gonfiati oppure prodotti sul posto con una piccola macchina per il riempimento. I cuscini standard sono generalmente in polietilene e possono essere disponibili anche in materiale riciclato, biobased o in varianti di carta. Sono meno adatti a prodotti molto pesanti, che possono schiacciarli, ma risultano pratici per numerose categorie come elettronica, cosmetici e prodotti confezionati.

➤ Schiume protettive e profili: oltre ai film in schiuma esistono materiali più rigidi sotto forma di lastre, profili e angolari. Le lastre di schiuma in polietilene possono rivestire le pareti interne di una scatola o separare diversi prodotti. Assorbono numerosi urti e possono essere tagliate su misura per immobilizzare oggetti sensibili. I profili a U o a L proteggono bordi e angoli, per esempio di vetri, cornici o schermi piatti. Per applicazioni molto delicate esistono anche sistemi di schiuma espansa modellata, come il foam-in-place, generalmente riservati a soluzioni più complesse o personalizzate.

➤ Carta velina e trucioli di carta: alcuni materiali protettivi sono orientati anche alla presentazione. La carta velina è sottile e morbida e viene utilizzata per avvolgere articoli di lusso o superfici delicate, proteggendoli soprattutto dai graffi. I trucioli o fili di carta sono invece un riempimento decorativo in kraft o cartone, molto usato nei pacchi regalo. Offrono una protezione leggera e un aspetto più curato rispetto alle chips di polistirene. Sono particolarmente utili quando l'esperienza cliente durante l'apertura del pacco è importante, anche se non sostituiscono protezioni adatte a forti urti.

Esistono quindi molte soluzioni di imballaggio protettivo. Spesso l'approccio migliore consiste nel combinare più materiali: per esempio avvolgere un oggetto fragile con pluriball, riempire lo spazio restante con carta kraft o cuscini d'aria, chiudere la scatola e infine stabilizzare il collo sul pallet con film. Ogni strato contribuisce alla protezione complessiva.

Qual è la migliore protezione per l'imballaggio?

Di fronte a tutte queste opzioni è naturale chiedersi quale sia la migliore protezione per le proprie merci. Non esiste una risposta universale: la scelta dipende dalla natura del prodotto, dalla fragilità, dal peso e dalle condizioni di trasporto o stoccaggio. È però possibile definire alcuni criteri per scegliere la protezione più adatta:

  • Adattare il riempimento al prodotto senza sovraimballare: la protezione deve impedire urti e movimenti, senza aggiungere quantità eccessive di materiale. Un buon sistema segue la forma dell'oggetto e riempie soltanto lo spazio necessario.
  • Ridurre peso e ingombro: il materiale deve essere abbastanza leggero da non aumentare inutilmente il peso della spedizione. Soluzioni come aria e carta possono offrire vantaggi rispetto a materiali più pesanti, soprattutto quando il trasportatore considera anche il peso volumetrico.
  • Garantire una buona esperienza di apertura: la protezione non dovrebbe rendere l'unboxing eccessivamente difficile o sporco. Materiali polverosi o particelle elettrostatiche possono penalizzare l'immagine del marchio; un pacco ben protetto, semplice da aprire e riciclabile contribuisce invece alla soddisfazione del cliente.
  • Considerare l'impatto ambientale: imprese e clienti sono sempre più attenti agli imballaggi sostenibili. La soluzione migliore deve quindi svolgere la propria funzione con il minore impatto possibile, utilizzando quando adatto materiali riciclati, riciclabili, biodegradabili o riutilizzabili e riducendo la quantità totale di imballaggio.

In sintesi, la migliore protezione è quella che risponde con precisione al bisogno specifico. Per un oggetto molto fragile e di grande valore può essere necessario combinare schiuma, pluriball e cartone rinforzato. Per un prodotto standard poco fragile può essere sufficiente un semplice riempimento in carta riciclata. L'obiettivo è impedire movimenti e danni, ottimizzando contemporaneamente costi e impatto ambientale dell'imballaggio.

Conclusione: scegliere bene per proteggere meglio

Gli imballaggi protettivi esistono in numerose forme, dai film plastici per la pallettizzazione ai materiali in carta, cartone, schiuma o aria destinati a riempire e proteggere l'interno dei colli. Ogni soluzione presenta vantaggi e limiti. I professionisti industriali e logistici dovrebbero analizzare fragilità dei prodotti e condizioni di spedizione per combinare le protezioni adeguate. L'obiettivo finale resta consegnare la merce integra al cliente, ottimizzando costi e impatto ambientale. Scegliendo correttamente tra i diversi tipi di imballaggio è possibile ottenere una protezione efficace durante trasporto e stoccaggio e migliorare l'affidabilità dell'intera catena, dal fornitore al destinatario finale.

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